Il Monte Nieddu a San Teodoro
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Il Monte Nieddu chiamato dai teodorini Montinieddu significa "monte nero", a causa della
folta e scura cortina arborea che lo rivestiva.
Il territorio teodorino è caratterizzato dalle formazioni granitiche: a Nord-Ovest si innalzano i colli di Altòra, di
Sarra di Còlti, di Monte Almuttu, con le sue pendici boscose, di Sitagliacciu; a Sud-Ovest i colli di Mastru Ghjòlghju
e Arèsula; a Sud quelli di La Rèna Ultìa.
La montagna vera e propria è costituita dal massiccio granitico del Montinieddu che con Punta Magghjori raggiunge i
970 m sul livello del mare.
Il Monte Nieddu è un'area tutelata dalla legge regionale n° 31 del 1989 e ricade nei territori comunali di San
Teodoro e Padru.
Il monte era celebre per le foreste costituite da lecci secolari, ginepri e varie essenze arboree, sono ancora presenti
esemplari di tasso (Taxus baccata) che formavano un tempo dei veri e propri boschi, infine tutto il territorio è ricoperto
dalla macchia mediterranea.
Nella vegetazione trovano rifugio cinghiali, martore e gatti selvatici; nelle rocce più alte nidificano rapaci rari e di
grande pregio come il falco pellegrino e l'aquila reale. Più numerosi sono invece i corvi imperiali e le pernici.
Dal Montinieddu si originano dei piccoli corsi d’acqua che formano delle piscine naturali e delle suggestive cascate.

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